A Capodimonte con Samorì, Jodice, Bertozzi & Casoni
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Continuano le nostre incursioni nei musei napoletani per visitare le mostre più interessanti e stimolanti. Questa volta, approfittando di una bellissima giornata di gennaio, siamo tornati al nostro amato Museo di Capodimonte (*), che, come è noto, è ospitato nella bella Reggia fatta costruire da Carlo di Borbone nel 1738.
E nel museo abbiamo trovato tre belle novità: due mostre d'arte contemporanea e una di fotografie del grande maestro Mimmo Jodice. Siamo stati fortemente impressionati da queste esposizioni e ve le raccontiamo servendoci anche delle nostre immagini.
La prima che abbiamo visitato è METAMORFOSI degli artisti della ceramica BERTOZZI & CASONI aperta fino al 26 aprile 2026. Dal pannello illustrativo della mostra riportiamo questo testo:
Oltre venti opere tra inediti e prestiti sono distribuite negli Appartamenti Reali al primo piano della Reggia. Si inseriscono tra arredi, oggetti e dipinti, trasformando la percezione degli ambienti e aprendo nuove, spesso ironiche, connessioni tra passato e presente. I visitatori sono invitati a cercarle come tracce di un sorprendente gioco di metamorfosi, intesa come trasformazione sia del reale sia della materia, capace di mutare, dissimulare e ingannare.
Diamo uno sguardo alle nostre immagini:


















Che ve ne pare? Per quanto possa sembrare incredibile, tutte queste opere sono realizzate in ceramica, salvo alcuni inserti metallici (bronzo, alluminio, argento). E per quanto le opere e i loro titoli possano essere talvolta provocatori e urticanti, ci è sembrato interessante proporvele.
Percorrendo poi le sale del primo piano della Reggia, siamo arrivati alla Sala 16, dove è ospitata al momento l'esposizione CAPODIMONTE RICORDA MIMMO JODICE. Dal sito web del Museo:
Le immagini esposte sono selezionate dalla serie Transiti (2008), opera composta da 21 polittici fotografici per un totale di 55 stampe, entrata nelle collezioni di Capodimonte con altri lavori di Jodice (Omaggio a Rodin, Avanguardia a Napoli, Eden, La città invisibile).
Queste opere, insieme all’archivio documentale del Maestro, costituiranno il nucleo fondante della Casa della Fotografia “Mimmo Jodice”, un centro di cultura e promozione fotografica intitolato al maestro, di prossima apertura nella palazzina Cataneo (area est del Real Bosco).
Proponiamo qualche immagine nello splendido bianco e nero del maestro:




Terminata la visita al primo piano siamo scesi al piano terra; in un cortile interno abbiamo imboccato l'ingresso della neo restaurata Sala Raffaello Causa, che si trova in un sotterraneo accessibile con un comodo ascensore. Qui è ospitata fino al 10 marzo la mostra CLASSICAL COLLAPSE del forlivese Nicola Samorì.
Si tratta di un artista che opera su diversi supporti (olio su tela, onice, marmo, pietra di Trani); come scrive il critico Demetrio Paparoni, la sua opera, oltre che per l’impianto formale, attrae per la profondità concettuale, che trasforma ogni atto di riscrittura in una sfida che destabilizza l’apparente immutabilità del classico.
Per dirla con parole più semplici, le opere esposte a Capodimonte sono in molti casi elaborazioni di dipinti classici del barocco, che vengono trasfigurati in maniera davvero impressionante. Ecco alcune immagini di quelli che ci hanno maggiormente colpiti:













Ed ecco l'accostamento che più ci ha colpito, quello fra la Lucrezia del Parmigianino (ispirata alla figura della donna narrata da Tito Livio che si uccise per l'onta di essere stata violata) e la Lucrezia Romana di Samorì, in cui il dramma è solo evocato dalle fessurazioni naturali della lastra di onice che riproducono le lacrime. Vi mostriamo di seguito i due dipinti:






Allora, abbiamo un po' esagerato con le mostre? Tre in un colpo solo, è vero, ma ci sembravano tutte e tre molto stimolanti. Comunque, prima o poi torneremo a parlare di passeggiate e di viaggi, è una promessa.
ALLA PROSSIMA!!!
(*) simbolo che indica la presenza di servizi igienici attrezzati per disabili

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